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Lo sviluppo delle biotecnologie nei settori agroalimentare ed agroindustriale è impetuoso ed è fonte di grandi innovazioni per le materie prime ed i processi di trasformazione.

La vocazione produttiva della Basilicata, che presenta un settore agroalimentare ed agroindustriale dinamico e competitivo con produzioni di elevata qualità, e la presenza sul territorio di centri di ricerca di eccellenza pubblici e privati concentrati sugli aspetti agro-biotecnologici, sono le basi su cui costruire il Polo per le Agrobiotecnologie da localizzare nel Metapontino.

Il Polo, che rappresenta uno degli assi di intervento della nuova strategia della ricerca della Basilicata, ha l'obiettivo di coordinare la ricerca agrobiotech orientandola verso la creazione di nuove imprese high-tech e l'erogazione di servizi innovativi.

Nelle biotecnologie "verdi" la Basilicata può contare su centri di ricerca con un'esperienza tra le più importanti in ambito nazionale:

  1. L'ENEA che ha di recente realizzato, presso il Centro Ricerche di Trisaia (MT), il più grande centro di ricerca meridionale (localizzato nell'area del Metapontino); il centro di innovazione integrato Agrobiopolis. Il Centro di Innovazione Integrato, che rappresenta un punto di riferimento per il settore agroalimentare, è articolato in tre aree funzionali comprendenti il Complesso Impiantistico Multifunzionale, i Laboratori Specialistici ed il Demo Center.

  2. La Metapontum Agrobios, una società di ricerca e sviluppo biotecnologica partecipata al 100% dalla Regione Basilicata. La struttura dispone di moderni laboratori agrobiotecnologici e chimici, di serre da ricerca e di campi sperimentali. Agrobios rappresenta una delle realtà più significative ed originali nel campo specifico delle agrobiotecnologie. Sviluppa attività per il miglioramento qualitativo e produttivo delle colture agrarie a scopo alimentare ed industriale, anche in settori avanzati come la produzione di farmaci e nutraceutici.

  3. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), presente nel comune di Policoro (MT), con il Centro di studi della Biodiversità Mediterranea di Pantanelli, dell'Istituto di Genetica Vegetale (IGV), svolge ricerche nel campo vegetale finalizzate ai settori farmaceutico, chimico ed alimentare. Il Centro Studi presenta strutture (celle, campi sperimentali, laboratori) per la conservazione del germoplasma e lo studio genetico e biochimico della diversità delle piante.

  4. Il Consiglio per la Ricerche e Sperimentazione in Agricoltura (CRA) è presente a Metaponto presso l'Azienda Sperimentale Pantanello, con l'Unità di ricerca per la genomica e postgenomica vegetale (di recente istituzione) ospitata all'interno delle strutture di ricerca di Metapontum Agrobios. L'Unità si occuperà di progetti nel campo della genomica dei cereali (frumento duro e delle piante agro- energetiche). Il CRA è inoltre presente con l'Unità di Ricerca per lo Studio dei Sistemi Colturali che dispone di un'azienda e di campi sperimentali a Metaponto.

  5. L'Università di Basilicata rappresenta un nodo fondamentale della ricerca e dell'alta formazione regionale e nel campo delle biotecnologie ha attivo un corso di laurea con una finalità specialistica per le biotecnologie vegetali. Conta circa trenta docenti e 100 studenti per anno. Dispone di strutture e laboratori per la didattica e la ricerca a Potenza.

Tra i programmi di ricerca attivi afferenti ai 5 centri, finanziati con fondi europei e nazionali, si segnalano:

  • La realizzazione di un Nodo regionale del Centro di Competenza Tecnologica nel campo delle Biotecnologie avanzate, con il consorzio Biosistema, ed il Progetto Bionetwork;
  • Lo sviluppo di tecnologie per la costituzione di nuove varietà vegetali resistenti a stress e con migliori qualità nutrizionali;
  • Lo sviluppo di tecnologie di elevata efficienza per la certificazione dell'identità, della qualità e della sicurezza delle produzioni agroalimentari e dei prodotti tipici;
  • Lo sviluppo di piattaforme tecnologiche per la produzione di farmaci da piante.
  • L'impiego di microrganismi per la biopulitura di beni culturali, architettonici ed archeologici;
  • La produzione di oli vegetali speciali per l'industria per la produzione di biodiesel, biopolimeri, lubrificanti;
  • La produzione di enzimi per il recupero di scarti agricoli per la produzione di fibre di cellulosa e per aumentare l'efficienza della produzione di biogas e bioetanolo.

 

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