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La struttura energetica in Basilicata

 

Il ruolo della Basilicata nella produzione e nel consumo di energia elettrica all'interno del sistema italiano è del tutto marginale. Nel 2005 la Basilicata ha prodotto meno dello 0,6% della produzione lorda italiana (303.672 GWh), mentre i consumi lucani rappresentano meno dell'1% dei consumi nazionali (309.817 GWh). Il deficit strutturale tra domanda ed offerta negli ultimi anni si è collocato stabilmente all'interno di una fascia fra il 40 e il 50%.

 

D'altro canto, a partire dal 1990, la dinamica del sistema energetico ha manifestato una progressiva crescita sia della produzione elettrica, che tra il 1998 ed il 2005 è stata di circa il 28% rispetto ad una crescita media nazionale del 17%, e sia della domanda, che nel periodo 1990-2005 si è incrementata del 47% rispetto ad un incremento dei consumi nazionali nello stesso periodo pari a meno del 21%, trainata per lo più dal settore industriale (+80% rispetto al 1990).

 

La produzione da fonti rinnovabili

In particolare per quanto riguarda l'offerta energetica, va segnalato che nel solo periodo 2002-2005 il settore delle rinnovabili è cresciuto del 136%. Al 2005 le fonti rinnovabili contribuiscono in maniera determinante alla produzione di energia elettrica con circa il 31% della produzione totale regionale, essenzialmente per effetto dello sfruttamento dell'energia eolica e di quella idroelettrica.

 

L'attività di coltivazione di idrocarburi in Basilicata

Il territorio regionale, oltre a presentare un elevato ed intrinseco potenziale energetico soprattutto da fonte eolica e solare, con circa 32,35 milioni di barili di petrolio estratti nel 2007 (corrispondenti al 74,78% della produzione complessiva nazionale) si afferma come la principale regione per produzione di petrolio in Italia.

 

Tra le varie concessioni, quelle che hanno un maggior interesse e alle quali è attribuibile la maggior parte della produzione degli ultimi anni e anche degli anni futuri sono le concessioni Val d'Agri ( ove operano ENI S.p.A. e SHELL Italia E&P) e la concessione Gorgoglione (attestata a Total Italia, Shell Italia E&P e EXXON Mobil) convogliate rispettivamente nei progetti "TREND 1" e "TREND 2" (o Progetto "TEMPA ROSSA").

 

I giacimenti della Val d'Agri, ove si registra una produzione di picco di olio di circa 104.000 barili/giorno e di gas di circa 3,2 milioni Nm3/g, e quelli di Tempa Rossa che entrerà in produzione entro il 2010 con una produzione di picco di olio di circa 45.000 barili/giorno e di 0,7 Nm3/g di gas, rappresentano un serbatoio di risorse energetiche certe pari a circa 700 milioni di barili di olio equivalente e quasi 2,5 miliardi di barili di olio in posto, corrispondenti ad un valore economico di circa 42 miliardi di euro agli attuali prezzi del petrolio .

Si comprende quindi la strategicità che questi siti hanno sia per l'Italia sia per la stessa Regione Basilicata, che dallo sfruttamento delle risorse petrolifere ha ottenuto e otterrà un ingente quantitativo di risorse economiche da destinare al suo sviluppo.

 

Di contro l'elevata ricchezza naturale delle zone interessate dall'estrazione petrolifera (la Val d'Agri è sede di un parco naturale), la sismicità del territorio, la sua particolare vulnerabilità idrogeologica hanno reso necessario una particolare attenzione all'impatto ambientale dell'attività petrolifera. Gli accordi stipulati con il Governo prima e con l'ENI successivamente, nell'ambito del progetto Trend 1, hanno previsto una serie di interventi di carattere infrastrutturale, promozionale (sia in termini di promozione imprenditoriale che territoriale) ed ambientale. A ciò si sono aggiunte le obbligazioni assunte da ENI attraverso gli accordi attuativi, che rappresentano un surplus rispetto a quanto previsto dalle normative allora vigenti sia in termini di tutela ambientale che in termini economici. Gli accordi attuativi prevedono: interventi di compensazione ambientale, un sistema di monitoraggio ambientale, un programma di completamento della rete di distribuzione gas, programmi regionali per lo sviluppo sostenibile, borse di studio, la creazione di una sede lucana della Fondazione Mattei, la realizzazione di un Osservatorio Ambientale, la gestione del sistema di monitoraggio ambientale, l'anticipazione delle royalties, la costituzione della Società Energetica Lucana.

 

Anche per lo sfruttamento del progetto Trend 2 la Regione Basilicata ha stipulato con i titolari della concessione accordi finalizzati a fornire gratuitamente tutto il gas estraibile dal giacimento, al netto dell'autoconsumo certificato, a realizzare una rete di monitoraggio ambientale e più in generale a contribuire, a partire dal primo anno di produzione, a programmi in materia di sviluppo sostenibile e di promozione dell'immagine della Basilicata.

 

 

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